C’era una volta un contadino che si svegliava ogni mattina alle sei per mungere le sue mucche e che alle sette e mezza era già sotto casa dei nonni con due litri di latte fresco, quello con la panna di sopra….
…e se ci fosse l’occasione di tornare un po’ indietro nel tempo….? ci stareste?
C’è una nuova moda, si chiama ‘milk dispenser’, è una mucca senza macchie, ovvero un distributore automatico di latte che viene rifornito direttamente dal produttore del latte stesso entro 24 ore dal momento della mungitura. Il latte quindi, non ha bisogno di processi di pastorizzazione né di omogeneizzazione, ma viene esclusivamente filtrato e refrigerato. In Italia ce ne sono già più di 1100, di cui 400 nella nostra regione, e sono posti nella stessa azienda di produzione, nelle piazze principali dei Paesi o delle Città vicine.
Funziona così: si va in piazza con una bottiglia, si mette la moneta nel distributore ed il beccuccio eroga il latte.
I vantaggi non si limitano alla lacrimuccia che potrebbe suscitare un gusto ormai da tempo dimenticato….sarebbe romantico ma poco convincente. I pro del latte crudo, ossia appena munto, sono invece molteplici e consistenti, a partire dalla diminuzione del prezzo, fino ad arrivare alla minore produzione di rifiuti.
Ma procediamo con ordine.
Perché costa meno?
Perché si saltano molti passaggi di imbottigliamento e trasporto, cosa che fa scendere il suo prezzo da 1,35-1,45 euro a 1 euro (o meno) al litro.
E’ davvero più buono, ossia più genuino, del latte del supermercato, e soprattutto, è sicuro?
L’assenza del trattamento termico, come la pastorizzazione o la sterilizzazione (latte UHT) praticata al latte comunemente in commercio, consente di preservare integralmente le caratteristiche naturali, come ad esempio i preziosi Lattobacilli, per gli amici fermenti lattici, che come quotidianamente ci ricorda la Marcuzzi, rafforzano le difese immunitarie e riordinano la flora batterica intestinale. Anche il grasso presente nel latte ha una notevole importanza, contenendo le indispensabili vitamine A e D, necessarie per l’assimilazione di calcio e delle proteine. Ma se volete saperne di più, vi lascio un link dove potrete saziare la vostra curiosità sui benefici del latte crudo.
http://www.bevilatte.it/info_scientifiche.html
Per quanto riguarda la sua sicurezza invece, sono sorte ultimamente molte polemiche sul fatto che potesse non essere adeguatamente controllato….ma non occorre avere molta fantasia per capire da chi nascessero le perplessità….dalle grandi industrie produttrici di latte che non sanno in che altro modo difendere il loro mercato…. Rispondo così: il latte di ogni stalla viene monitorato dalle Asl, dall’Istituto zooprofilattico di Brescia e dagli stessi allevatori, con verifiche sulla carica batterica, sulle cellule somatiche e anche sulla presenza di eventuali agenti patogeni. «Nel caso venga rilevato anche solo uno di questi agenti patogeni, il prodotto non viene messo in commercio», rende noto la Coldiretti lombarda.
Durante il 2008 l’Autorità Sanitaria ha disposto migliaia di controlli sugli 862 produttori italiani di latte crudo: in tutti i casi è stata registrata la totale assenza nei campioni dell’Escherichia Coli O 157, un batterio patogeno per l’uomo. Ad oggi non risulterebbe un solo caso provato di infezione causata dal consumo di latte crudo acquistato presso distributori automatici
Si apprende, sempre da controlli effettuati Coldiretti, che i distributori di latte crudo in Italia rispettano tutte le leggi vigenti in materia, come avviene negli altri Paesi europei dove sono presenti. «I nostri allevatori che hanno il distributore di latte fresco crudo appena munto – spiega Enzo Pagliano, direttore della Coldiretti di Milano e Lodi – danno indicazioni su come usarlo, quanto tempo conservarlo, quali accorgimenti adottare per evitare problemi».
Il terzo punto fondamentale, che è quello che più ci sta a cuore, e che è quello per cui vorremmo che anche Palestro rientrasse nel programma di distribuzione del latte crudo, è l’impatto ambientale che questo progetto porta inevitabilmente con sé. E’ cosa nota che la quantità di rifiuti da imballaggi costituiscono il 30% in peso dei rifiuti urbani e il 40% in volume degli stessi. Con questo sistema di erogazione il consumatore acquista il latte utilizzando per lo più un proprio contenitore e solo in parte utilizza un contenitore nuovo disponibile presso il distributore automatico. Inoltre la distanza che separa il luogo di produzione del latte dal punto vendita è normalmente di pochi chilometri. Pertanto anche in questo modo si ha un effettivo risparmio ambientale, eliminando il trasporto fino all’industria di trasformazione, quello successivo per la commercializzazione e quello di ritiro del prodotto invenduto.
Dalla pratica quotidiana si evidenzia che per ogni 100 litri di latte crudo venduti giornalmente presso un distributore automatico, si utilizzano solo 20 bottiglie nuove ,le altre sono contenitori riutilizzati. Pertanto il risparmio sugli imballaggi è di circa 80 bottiglie di plastica al giorno, più relativi ulteriori imballaggi, come cartoni o plastica.
…E allora, perché non dare una possibilità anche a Palestro?
Vi proponiamo un video esplicativo, amatoriale, ma che rende bene l’idea di cosa stiamo trattando! buona visione
E’ anche vero, però, che il latte crudo è molto più pesante del latte normale, e difficilmente digeribile.. Poi c’è questa strana mania “anti grassi”, per cui la gente compra il latte parzialmente o totalmente scremato (in pratica acqua bianca..)..e se consideriamo che già il latte intero UHT è meno grasso di quello crudo.. Per il resto, avrà un costo inferiore e un minor inquinamento, quindi..ben venga!
Da: Yari su 28 aprile 2009
alle 01:34